Nicola
Antonio
Manfroce
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Giudizi Critici

NICOLA ANTONIO MANFROCE
(Domenico Ferraro)
Era certo che l'originalità della musica di Nicola Antonio Manfroce, eseguita
a Palmi durante lecelebrazioni in suo onore, organizzate dalla Associazione Amici
della Musica, nei giorni 18 e 19 febbraio 1978, avrebbe confermato la genialità
dell'esponente della Scuola Napoletana e avrebbe contribuito alla sua conoscenza.
Concorrevano alla diffusione dell'opera del Manfroce gli indiscutibili pregi della sua
musica e gli artisti, i quali, con non comune capacità, hanno interpretato i brani del
programma. Il concerto, infatti, affidato per la revisione dei testi al Maestro Davide
Summaria e alla esecuzione del soprano Rossana Pacchielle, del tenore Ennio Buoso e
dalla valorosa pianista Marcella Crudeli, ha raggiunto buoni risultati.
Da quei giorni sovente la stampa ebbe modo di scrivere di Manfroce e, in alcune città italiane, tra cui
Teramo, Avezzano, Torino, Barletta ed ancora Palmi, si sono potuti ascoltare brani di musica del giovane
compositore palmese. A queste testimonianze si deve aggiungere ora la lodevole iniziativa delle encomiabile
SAIO RECORDS di Salvatore Idà, la quale con i medesimi artisti del concerto palmese, ripropone lo stesso
programma al pubblico più vasto degli appassionati con un disco tutto dedicato a Manfroce. Sia resa pubblica lode alla benemerita casa discografica!
Finalmente la musica di questo straordinario compositore, molto presto dimenticato, potrà essere apprezzata da quanti non avrebbero mai avuto l'opportunità di ascoltarla direttamente nelle esecuzioni e potrà raggiungere un'auspicabile divulgazione capillare. “Il concerto quasi una specie di prezioso assaggio", comprende brani delle opere liriche Alzira ed Ecuba e le Variazioni per pianoforte sui temi di Paisiello e del M°Carafa. L'ascoltatore può gustare l'armonia e la melodia delle composizioni e può constatare le anticipazioni che troveranno, più tardi, conferma in altri grandi musicisti.
Ma forse pochi conoscono Nicola Antonio Manfroce "precursore geniale della musica italiana del XIX secolo". Ecco in sintesi la sua vita e la sua opera.
Egli nacque a Palmi il 20 febbraio 1791 ed ivi rimase fino all'età di 13 anni circa, studiando musica con la
guida del del padre, maestro di cappella della Chiesa Madre, e del M° Antonio Jonata, direttore della banda
cittadina e puregli maestro di cappella. Durante gli anni trascorsi nella città natale, il Manfroce ebbe modo di fare notare il suo precoce ingegno. Si racconta che la benevolenza del negoziante Gaetano Cresci e di un tal Antonio Bianchi, impressionati delle sue doti, consentirono al Manfroce di studiare presso il Conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli, città che era allora meta degli studiosi del Mezzogiorno. Restò a Napoli dal 1804 a l91uglio 1813 data della sua immatura scomparsa.Le sue composizioni lo resero celebre in giovanissima età e le cronache del tempo furono unanimi nel tessere elogi per la novità della sua musica e nel riconoscere in lui un futuro sommo musicista.
Manfroce debuttò diciottenne al teatro di San Carlo a Napoli il15 agosto 1809 con la Cantata "La nascita di Alcide" in onore di Napoleone e la sua prima presentazione al grande pubblico con un'opera lirica, avvenne iI·1O ottobre 1810, con l'ALZIRA, al teatro Valle di Roma, ove il giovane musicista si trovava per approfondire gli studi alla scuola del Ma Nicolò Zingarelli.
L'ALZIRA, dramma in due atti con versi di Gaetano Rossi, opera" bene accolta per i pregi della musica ". dopo la ”prima” al Valle, fu rappresentata al Nuovo Teatro dei Palchettisti di Monza, alla Pergola di Firenze, al Carcano e al Testro Re di Milano, al Nuovo Grande Teatro di Brescia, al Teatro Giustiniani in San Moisé di Venezia, al Comunale di Modena, al Teatro Municipale di Piacenza, al San Carlo di Napoli, al Gran Teatro Comunale di Bologna e alla Scala di Milano, un duetto nel Dorso di una Accademia.
L'ECUBA, l'altra opera che il nostro musicista riuscì a comporre, prima di morire, é una tragedia in tre atti di Giovanni Schmidt, rappresentata, con numerose repliche, al teatro di San Carlo di Napoli, il13 dicembre 1812. Qualche giorno dopo la rappresentazione la stampa napoletana a conferma del valore della sua musica scriveva: " Il Signor Manfroce ha diritto al pubblico suffragio. La sua musica ha l'impronta della novità; i pensieri sorprendono; lo stile elettrizza. "
Però a Manfroce,il quale con l'Ecuba aveva avuto la gioia di vedere trionfare la sua opera di artista restavano pochi mesi di vita. E a nulla valsero le cure e l'interessamento personale della Regina Carolina Murat presso illustri medici" col celebre Cotugno alla testa." Morì a soli 22 anni e sei mesi di età" giorno di vero lutto per Napoli ".
La produzione musicale di Manfroce può dirsi cospicua se si considera la sua breve esistenza. Egli lasciò insieme alla Cantata e alle opere liriche, composizioni sacre e profane.
Molti critici si sono interessati di lui, sia nel passato, quanto nei tempi presenti, e tutti hanno ravvisato nella sua musica notevoli ed originali qualità.
Asserisce il Florimo: ”sembrava egli destinato a produrre nella musica quella rivoluzione grandiosa che ora
ammiriamo.I crescendo che si dissero introdotti da Pietro Generali o da Rossini,debbonsi attribuire a Manfroce
che li ha preceduti".Dichiara il Fetis“La vita di questo artista,morto così giovane mentre prometteva alla sua patria uno dei più bei genii che essa avesse mai posseduto, non emette di offrire aspetti interessanti ". Il musicologo Giovanni Carlo Ballola, che più di ogni altro studioso si sofferma sulla musica di Manfroce, fra le altre considerazioni, dice:IlVivacissimo ingegno destinato a lasciar traccia di sé nel documento quanto meno sorprendente di un'esperienza senza precedenti ne/limbo melodrammatico pre-rossiniano".
Questi autorevoli e lusinghieri giudizi, fra i tanti, tutti positivi, emessi dai critici e dagli studiosi, ci presentano un altissimo ingegno, purtroppo stroncato dalla morte in giovanissima età,che non merita di restare ancora nell'oblio.
L'auspicio più cordiale, quindi, affinché la musica di Manfroce sia conosciuta, come nel passato, dal pubblico dei grandi teatri, é l'augurio per la diffusione del microsolco della Said Records di Salvatore Idà, che anche questo nobile scopo si prefigge.
Dal libretto di accompagnamento al CD della Banca Popolare Cooperativa di Palmi
Prodotto da salvatore Idà per la Said Records Prod.